03-31-2005 Marco ha inviato:
** 22. A proposito di TÂMRÎN, il Mercante **
E c'era un certo saggio, capo di una carovana di mercanti, il cui nome era TÂMRÎN, e caricava cinquecentoventi cammelli, e possedeva circa tre(cento?) e diciassette navi.
Ora in quel tempo il re SALOMONE desiderava costruire la Casa di Dio, e inviò messaggi tra tutti i mercanti nell'est e nell'ovest e nel nord e nel sud, proponendo loro di venire a prendere oro e argento da lui, così che egli potesse avere in cambio da loro tutto il necessario per il lavoro. E alcuni gli riferirono di questo ricco mercante ETIOPE, e SALOMONE inviò lui un messaggio e gli disse di portare qualunque cosa desiderasse dall'ARABIA, legno rosso, giallo e nero che non potesse
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essere mangiato dai vermi, e zaffiri. E quel mercante, il cui nome era TÂMRÎN, il mercante della Regina di ETIOPIA, andò dal re SALOMONE; e SALOMONE prese tutto quello che desiderava da lui, e diede al mercante tutto quello che lui voleva, in grande abbondanza. Ora quel mercante era un uomo di grande comprensione e vide e comprese la saggezza di SALOMONE, e si meravigliò (perciò), e guardò attentamente così da imparare come il re rispondesse, e capire il suo giudizio, e la prontezza della sua bocca e la discrezione del suo parlare, e la maniera della sua vita, e il suo modo di sedersi e alzarsi, e le sue occupazioni e il suo amore e la sua amministrazione, e la sua tavola e la sua legge. A quelli a cui SALOMONE aveva dato ordini, lui (Salomone) aveva parlato con umiltà e grazia, e quando loro avevano sbagliato li aveva ammoniti (gentilmente). Perché lui aveva ordinato la sua casa nella saggezza e nel timore di Dio, e sorrideva graziosamente sugli stolti e li metteva sulla retta via, e trattava con gentilezza le serve. Apriva la sua bocca in parabole, e le sue parole erano più dolci del miele più puro; tutto il suo comportamento era ammirevole, e tutto il suo aspetto piacevole. Perché la saggezza è amata dagli uomini di comprensione, ed è respinta dagli stolti.
E quando quel mercante aveva visto tutte queste cose era stupefatto, e si meravigliò molto. Quelli che erano andati a vedere SALOMONE lo avevano considerato in grande affetto, e lui divenne il loro maestro; e per la sua saggezza ed eccellenza quelli che lo avevano visto una volta non desideravano lasciarlo e andare via da lui. E la dolcezza delle sue parole era come acqua per l'assetato, e come pane per l'affamato, e come una cura per l'ammalato, e come un vestito per chi è nudo. E lui era come un padre per gli orfani. E lui giudicava con saggezza e non accettava la persona di nessuno (cioè era
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imparziale). Lui aveva gloria, e ricchezza, che Dio gli aveva dato, in grande abbondanza, fama, oro, e argento, e pietre preziose e ricchi vestiti e mucche, e pecore e capre innumerevoli. Ora nei giorni del Re SALOMONE l'oro era comune come il bronzo, e l'argento come il piombo, e bronzo e piombo e ferro erano abbondanti come l'erba dei campi o le canne del deserto; e anche il legno cedro era abbondante. E Dio gli aveva dato gloria, e ricchezze, e saggezza in tale abbondanza che non c'era nessuno come lui tra i suoi predecessori, e neanche tra quelli che lo seguirono c'era qualcuno come lui.
08-19-2009 Sargon ha inviato:
** 22. Riguardo Tâmrîn, il mercante **
E c'era un certo saggio, capo di una carovana di mercanti, il cui nome era Tâmrîn, che generalmente caricava cinquecentoventi cammelli, e possedeva circa tre [cento ?, NdT] diciassette navi.
Ora in quel tempo il re Salomone desiderava costruire la Casa di Dio, e inviò messaggi tra tutti i mercanti d’Oriente e di Occidente, di Settentrione e di Mezzogiorno, invitandoli a venire a prendere oro e argento da lui, in modo che egli potesse avere in cambio da loro tutto il necessario per l’opera. E alcuni gli riferirono di questo ricco mercante etiope, e Salomone inviò a lui un messaggio e gli disse di portare qualunque cosa desiderasse dalla terra d’Arabia, oro rosso [lega di oro al 95% e rame, NdT], e legno nero [legno di teak ?, NdT] che non potesse
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essere mangiato dai vermi, e zaffiri. E quel mercante, il cui nome era Tâmrîn, il mercante della Regina d’Etiopia, andò dal re Salomone; e Salomone prese tutto quello che desiderava da lui, e diede al mercante tutto quello che lui voleva, in grande abbondanza. Ora quel mercante era un uomo di grande intelligenza e vide e comprese la saggezza di Salomone, e si meravigliò [di questo], e guardò attentamente così da imparare come il re rispondesse, e capire il suo giudizio, e la prontezza della sua bocca, e la discrezione del suo parlare, e il suo stile di vita, e il suo modo di sedersi e alzarsi, e le sue occupazioni, e i suoi interessi, e la sua amministrazione, e la sua tavola, e la sua legge. Salomone parlava con umiltà e grazia a coloro i quali doveva dare ordini, e quando essi sbagliavano li ammoniva [gentilmente]. Perché lui aveva ordinato la sua casa nella saggezza e nel timore di Dio, sorrideva graziosamente degli stolti e li metteva sulla giusta via, e trattava con gentilezza le serve. Parlava per parabole, e le sue parole erano più dolci del miele più puro; tutto il suo comportamento era ammirevole, e tutto il suo aspetto piacevole. Perché la saggezza è amata dagli uomini intelligenti, ed è respinta dagli stolti. E quando quel mercante ebbe visto tutte queste cose fu stupefatto, e si meravigliò molto. Quelli che erano famigliari con Salomone lo consideravano con grande affetto, ed egli [divenne] il loro maestro; e per la sua saggezza ed eccellenza coloro che lo avevano visto una volta non volevano lasciarlo e non volevano andare via da lui. E la dolcezza delle sue parole era come acqua per l'assetato, e come pane per l'affamato, e come una cura per l'ammalato, e come abiti per chi è nudo. E lui era come un padre per gli orfani. Egli giudicava con rettitudine e non accettava la presenza di nessuno (cioè era
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imparziale). Egli aveva gloria, e ricchezza, che Dio gli aveva dato, in grande abbondanza, fama, oro, e argento, e pietre preziose e ricchi vestiti e bestiame, e innumerevoli pecore e capre. Ora ai tempi di Re Salomone l'oro era comune come il bronzo, e l'argento come il piombo, e bronzo e piombo e ferro erano abbondanti come l'erba dei campi e le canne del deserto, e anche il legno di cedro era abbondante in ugual misura. E Dio gli aveva dato gloria, e ricchezze, e saggezza in tale abbondanza che non c'era nessuno come lui tra i suoi predecessori, e neanche tra quelli che lo seguirono c'era qualcuno come lui.
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